lunedì 7 settembre 2009 | Autore: PB
Questo è il primo di una serie di post coi quali vi racconteremo le nostre divertenti (per voi che leggete!) disavventure connesse al nuovo sbarco in America ed a tutto il processo di sistemazione nella nostra nuova città. Abbiamo deciso di dedicare ognuno di questi post ad un personaggio che, nel bene o nel male, ha avuto un ruolo in questa storia. Ebbene sì, di certo non ve lo aspettavate, ma il primo di questi deve necessariamente rispondere al nome di Mitsuyoshi Akiyama.

Il protagonista di questo episodio è un giovane professore giapponese che ha preso un anno sabbatico ed è venuto a lavorare alla Lehigh (gratis) per migliorare il suo inglese ed il suo curriculum. Se dovessi descriverlo con due aggettivi, sceglierei sicuramente "gentile" e "buffo". Il secondo dipende soprattutto dall'inglese: nonostante un anno speso qui, fa ancora fatica e per questo, spessissimo, anziché parlare sceglie di esprimere le sue reazioni con suoni ed espressioni facciali. È veramente divertentissimo.

La prima caratteristica distintiva, però, è la gentilezza, sua e della sua famiglia. Akiyama è venuto qua con la moglie ed un figlio di circa 3 anni. Il giorno del nostro arrivo, essendone stato avvisato, ha cominciato a mandarmi email su email, perché voleva assolutamente venirci a conoscere e ad aiutarci, rendendosi disponibile a fare tutto ciò di cui avessimo bisogno, a qualunque ora del sabato o della domenica. Alla fine ci siamo incontrati la domenica mattina (vi ricordo che noi siamo arrivati il sabato sera). Lui e la sua famiglia ci hanno guidato per Bethlehem, ci hanno accompagnato in farmacia a comprare le prime cose che ci servivano (es. pannolini!), ci hanno fatto vedere i migliori supermercati vicini all'albergo in cui alloggiavamo e all'appartamento in cui dovevamo andare a vivere.

Alla fine, ci hanno accompagnati al nostro appartamento. Il precedente inquilino lavorava nel nostro stesso gruppo di ricerca, ma era a Las Vegas a godersi l'ultima settimana americana prima di lasciare gli USA e aveva lasciato ad Akiyama le chiavi per permettermi di portare in appartamente un po' di valigie. In questo modo abbiamo avuto la possibilità di fare il primo sopralluogo dell'appartamento. O meglio, la Nico l'ha avuta. Sì, perché già il primo giorno dopo l'arrivo siamo stati in grado di causare un incidente diplomatico internazionale :-)
Gli Akiyama, con la gentilezza e l'enorme senso del rispetto che caratterizza i giapponesi, ci hanno aiutato a portare le valigie al piano di sopra ed hanno aperto la porta, ma a quel punto non osavano varcare la soglia di una casa altrui in assenza del padrone. Quindi avrebbero lasciato le valigie immediatamente dopo la soglia. La Nico, invece, da buona italiana, è entrata ed ha cominciato ad analizzare l'appartamento, a fare commenti, a immaginare quali mobili si potevano aggiungere, a girare per le varie stanze, senza nemmeno accorgersi dell'imbarazzo degli Akiyama, che si sentivano complici involtari del "delitto" che si stava consumando. Io invece mi ero accorto della situazione e cercavo contemporaneamente di bloccare la Nico e di spiegare agli sbalorditi Akiama (rigorosamente fuori dalla soglia della porta) che l'inquilino ci aveva dato il permesso di controllare l'appartamento. Gli Akiyama erano sempre più stupefatti ed io sempre più in difficoltà, quando la Nico è finalmente arrivata a dare il colpo di grazia. Col suo splendido sorriso, da brava "non-padrona di casa", si rivolge ai giapponesi e se ne esce con un "Cosa fate lì, prego, entrate, fate come foste a casa vostra". A quel punto la signora Akiyama è sbiancata, io sono riuscito a prender la Nico per un braccio ed a portarla fuori e ci siamo chiusi la porta alle spalle.

In tutto questo, io non ho praticamente rivolto nemmeno uno sguardo all'appartamento. La Nico continuava a dire che in realtà sembrava molto peggio di quanto ci fosse parso dalle foto che ci avevano mandato, ma nemmeno lei era pienamente soddisfatta del sopralluogo. Abbiamo deciso di non pensarci e di rimandare quindi ogni giudizio al giovedì seguente, quando avremmo potuto incontrare il vecchio inquilino, ma questo sarà il tema del prossimo episodio.

Successivamente, gli Akiyama si sono dimostrati sempre più gentili. Mitsuyoshi sarà il mio compagno di ufficio fino alla sua partenza, a fine settembre, e siamo già entrati in sintonia. Sua moglie ogni tanto manda biglietti alla Nico in cui le suggerisce negozi, offerte, pediatri di fiducia e tutto ciò che pensa ci possa essere utile. Sono stati una settimana in vacanza alle cascate del Niagara, si sono ricordati di noi e hanno portato una maglietta per la Sarina.

La settimana scorsa li abbiamo invitati a cena, ma si sono rifiutati di venire, dicendo che sarebbe un grande disonore se venissero da noi prima di averci ospitato (visto che sono arrivati in USA prima di noi). Hanno detto che aspettavano ad invitarci perché volevano essere certi che ci fossimo prima sistemati, ed ora che siam pronti hanno organizzato un pranzo a casa loro per sabato prossimo.

Sono davvero una famiglia simpatica e gentile, e ci dispiace molto che siano già in partenza.

Al prossimo episodio!
P
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3 commenti:

On 8 settembre 2009 06:21 , mae ha detto...

Grande Nico!! :D

Un vero peccato che gli Akiyama siano in partenza .. ero già simpatici anche a me :)

 
On 8 settembre 2009 21:41 , Francesca ha detto...

E` bello avere un warm welcome...aspetto il seguito!

 
On 9 settembre 2009 07:09 , Elisa ha detto...

So di essere di parte, ma i giapponesi sono mooolto gentili! Peccato che vadano via!!

Cmq, la Nico è sempre lei, ovunque!!! :)